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Cronaca

Sicilia | Operazione “LUA MATER”: Ordinanze di applicazione di misura cautelare nei confronti di esponenti di famiglie mafiose

Questa mattina, la Polizia di Stato ha dato seguito all’operazione “LUA MATER” con l’esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP di Caltanissetta. L’operazione ha coinvolto i membri delle famiglie mafiose di Pietraperzia e Regalbuto, mirata a smantellare le loro strutture criminali e a contrastare l’infiltrazione mafiosa nella regione.

L’attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta e supportata da diverse unità della Polizia di Stato, ha portato alla scoperta di significativi arsenali di armi. Le indagini hanno rivelato l’esistenza di due vasti depositi di armi da guerra e comuni, inclusi fucili mitragliatori, pistole e munizionamento vario.

Le operazioni si sono concentrate su due fronti principali: la famiglia mafiosa di Pietraperzia e quella di Regalbuto. Nel caso di Pietraperzia, le indagini hanno permesso di identificare e sequestrare un ampio arsenale custodito presso la proprietà di un noto esponente mafioso. Questo arsenale era stato nascosto in sacchi interrati in terreni adiacenti, successivamente rinvenuti grazie all’uso di telecamere termiche.

Parallelamente, le forze dell’ordine hanno scoperto un arsenale simile a Regalbuto, custodito presso il magazzino di un bar. Qui, l’arsenale comprendeva armi da guerra e munizionamento, rinvenuto dopo un intervento mirato che ha portato all’arresto del titolare del bar.

Le indagini hanno rivelato anche la riorganizzazione delle attività mafiose nella provincia di Enna, con stretti legami tra le famiglie locali e il clan Santapaola di Catania. Sono emersi dettagli sull’attività di estorsione, regolazione delle controversie e traffico di stupefacenti operata dai mafiosi, dimostrando la loro capacità di esercitare controllo criminale su vari aspetti della vita locale.

Durante l’operazione, circa 180 agenti sono stati coinvolti nelle perquisizioni e nei controlli, con l’ausilio di unità cinofile e altre risorse specializzate. Le forze di polizia hanno eseguito perquisizioni in diversi luoghi e tra i soggetti sospettati di avere legami con le organizzazioni mafiose.

Questa operazione rappresenta un significativo passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata in Sicilia, mirando a disarticolare le strutture mafiose e a ripristinare la sicurezza e l’ordine pubblico nella regione.

Cronaca

Besate (MI) | Scoperta piantagione illegale di cannabis lungo le rive del Ticino

GdF Milano

Un’importante operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Milano ha portato alla scoperta di una vasta piantagione illegale di cannabis lungo le rive del fiume Ticino. Le autorità, nel corso dell’intervento, hanno sequestrato un totale di 57 piante, alcune delle quali raggiungevano un’altezza considerevole, arrivando fino a 2,5 metri.

Il quantitativo complessivo di sostanza stupefacente recuperata è stato stimato attorno ai 240 chilogrammi, evidenziando le dimensioni rilevanti della coltivazione. Questo sequestro rappresenta un risultato significativo nella lotta al traffico di droga nella regione lombarda e riflette l’impegno delle forze dell’ordine nel contrastare attività illecite legate alla produzione di stupefacenti.

L’operazione si è svolta con il supporto di un’indagine meticolosa e il monitoraggio del territorio, che ha permesso di individuare l’area utilizzata per la coltivazione illegale. Il lavoro degli agenti si è rivelato fondamentale per fermare un’attività che avrebbe potuto alimentare il mercato locale della droga. Le piante sequestrate sono state prontamente rimosse e poste sotto sequestro, mentre le indagini proseguono per individuare i responsabili dell’operazione illegale.

La zona del Ticino, per via della sua conformazione naturale e delle aree difficilmente accessibili, si presta purtroppo ad essere sfruttata per attività di questo tipo, ma l’intervento tempestivo delle autorità ha dimostrato come il controllo sul territorio resti una priorità costante per prevenire fenomeni di illegalità.

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Cronaca

San Benedetto del Tronto (AP) | uomo fugge lasciando auto contenente merce di contrabbando

GdF Ascoli Piceno

La Guardia di Finanza di Ascoli Piceno ha recentemente condotto un’operazione sul lungomare di San Benedetto del Tronto, sequestrando 135 paia di scarpe contraffatte. L’attività è scaturita dall’individuazione di un’automobile sospetta, parcheggiata in maniera anomala. Dopo ulteriori accertamenti, si è scoperto che l’auto era soggetta a un provvedimento di fermo amministrativo.

I militari hanno osservato la situazione fino a quando un uomo, descritto come apparentemente extra-comunitario, si è avvicinato al veicolo per prelevare delle scarpe dal bagagliaio. Alla richiesta di identificarsi, l’uomo è fuggito, lasciando aperto il bagagliaio dove le forze dell’ordine hanno trovato numerose scarpe con marchi noti, tra cui Nike, Gucci e Alexander McQueen, tutte contraffatte.

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Calabria

Corigliano-Rossano (CS) | Sequestrati oltre 1000 capi di abbigliamento contraffatti

La Guardia di Finanza di Cosenza ha eseguito un’operazione contro la commercializzazione di prodotti contraffatti, sequestrando più di 1000 capi di abbigliamento presso un negozio per bambini nel Comune di Corigliano-Rossano. I prodotti riportavano marchi falsificati, tra cui Nike, Adidas, Gucci, e club sportivi della Serie A e NBA, ingannando i consumatori con differenze minime rispetto agli originali.

La merce è stata sequestrata, e il titolare denunciato per contraffazione e ricettazione. Le indagini proseguono per tracciare l’origine della merce illegale e smantellare la filiera del falso.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alla vendita di prodotti contraffatti, che danneggiano le imprese oneste e mettono a rischio la sicurezza dei consumatori, in particolare dei più piccoli.

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