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Calabria

Catanzaro | Esordio della nazionale, Italia – Polonia

Italia-Polonia sarà l’esordio casalingo della Nazionale Under 20 nell’Elite League, ma sarà soprattutto una festa. Sulle tribune dello stadio ‘Nicola Ceravolo’ di Catanzaro sono attese migliaia di persone, con la presenza delle scuole calcio e degli studenti a rendere ancora più entusiasmante il pomeriggio da vivere (con calcio d’inizio alle 18) anche in diretta su figc.it. La squadra di Alberto Bollini, dopo il pareggio in Germania e la vittoria in Repubblica Ceca, sta preparando la partita a Lamezia Terme, dove nel pomeriggio riceverà la visita del sindaco Paolo Mascaro; il match è stato invece presentato in una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del Comitato Regionale Calabria. “Partecipo da amministratrice ma soprattutto di tifosa – ha spiegato il vicesindaco di Catanzaro Giuseppina Iemma, che ha portato i saluti del sindaco Nicola Fiorita -. Stiamo vivendo un momento straordinario per il ritorno della Nazionale al Ceravolo: siamo pronti ad accogliere questo tipo di manifestazioni internazionali. Abbiamo fatto un lavoro importante di restyling dello stadio proprio per poter ospitare partite come questa, a cui assisterà anche la comunità polacca. Catanzaro dimostrerà ancora una volta di essere accogliente e inclusiva: una città che vive di entusiasmo e che celebrerà una questa festa”.

 Un grande momento per la città di Catanzaro figlio anche dei risultati del club giallorosso, tornato in Serie B a distanza di 17 anni. “Siamo felici di ospitare questa partita di cartello – ha sottolineato il presidente, Floriano Noto -. Catanzaro attrarrà l’attenzione di tutto il calcio italiano, grazie a un gioco di squadra che ha coinvolto Federazione, Comitato Regionale, amministrazione comunale e club. Quando si lavora tutti assieme, i risultati arrivano. Domani ci sarà tanta gente, a fare il tifo per l’Italia e per il ‘nostro’ Luca D’Andrea”. Il classe 2004, infatti, veste proprio la maglia giallorossa. Italia-Polonia arriva in una “settimana azzurra” in Calabria, visto anche il contemporaneo impegno della Nazionale Under 17 Femminile nel Round 1 di qualificazione all’Europeo. “C’è grande attenzione da parte della Federazione verso il sud e verso la Calabria – ha detto il presidente del CR Calabria e vicepresidente della LND Saverio Mirarchi -. A marzo abbiamo avuto la Nazionale Under 21 a Reggio, prima ancora l’Under 19 a Crotone. Tutte dimostrazioni, grazie anche al lavoro dei club, che il nostro è un movimento che vale”. La Nazionale, quindi, si godrà il calore di Catanzaro, città a cui il capodelegazione dell’Under 20 Evaristo Beccalossi è è particolarmente legato. “Il mio percorso è iniziato proprio qui, con la prima partita in Serie B. Sono felice di tornare come è felice la squadra, che percepisce l’entusiasmo della piazza e che vuole regalare grandi emozioni al pubblico del Ceravolo”.

Una Nazionale composta, per buona parte, dal gruppo che pochi mesi fa ha vinto l’Europeo Under 19 Malta, con alla guida Alberto Bollini, attuale tecnico dell’Under 20. “Ci tengo a ringraziare Catanzaro, così come Lamezia Terme che ci sta ospitando, e ne approfitto per fare i complimenti al lavoro del club e anche a quello del Cosenza, allenato da Fabio Caserta, che ho avuto come giocatore all’Igea Virtus – ha sottolineato Bollini -. Poter avere per cinque giorni i ragazzi è importante per lavorare e crescere: la Polonia è una squadra molto fisica che conosciamo bene (due precedenti lo scorso anno a livello di U19, una vittoria Azzurra e un pari, ndr). Dobbiamo sfruttare al meglio questo tempo, con il piacere e l’onore di giocare davanti a un grande pubblico”.

Calabria

Paola (CS) | Processo “Marlane Bis”: disposta l’archiviazione per gli imputati 

Il gip di Paola, Carla D’Acunzo, ha deciso di archiviare il procedimento riguardante il caso “Marlane Bis”, che coinvolgeva ex dirigenti e impiegati dell’industria tessile Marlane di Praia a Mare, accusati di omicidio colposo e lesioni colpose. Questa decisione implica che non si svolgerà alcun processo per sette individui, tra cui l’attuale proprietario del Gruppo Marzotto.

Le accuse originano da denunce presentate sette anni fa da ex operai e familiari di lavoratori deceduti, che sostenevano che le patologie tumorali riscontrate fossero conseguenti all’esposizione a sostanze chimiche utilizzate nella produzione tessile. Tuttavia, il giudice ha ritenuto che non ci fossero elementi sufficienti per stabilire un nesso diretto tra le malattie e le sostanze in questione, oltre a concludere che non fosse necessario condurre ulteriori indagini.

Il collegio difensivo degli imputati era composto da un gran numero di avvocati, che hanno sostenuto l’innocenza dei loro assistiti. Le accuse di questo secondo procedimento ricalcavano in gran parte quelle del primo, che si era già concluso con l’assoluzione di tutti gli imputati per reati simili, evidenziando una continuità nei risultati giudiziari.

La vicenda ha sollevato discussioni sul tema della responsabilità delle aziende in relazione alla salute dei lavoratori e sull’uso di sostanze chimiche nelle industrie. Sebbene il processo non si svolgerà, la questione resta di grande rilevanza sociale e giuridica, evidenziando la necessità di un continuo monitoraggio delle condizioni di lavoro e della salute degli operai nel settore tessile.

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Crotone | 31 arresti e dinamiche interne della ‘Ndrangheta allo scoperto

I Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, con il supporto delle unità di Catanzaro, Vibo Valentia, Cosenza e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno eseguito un’importante operazione antimafia, portando all’arresto di 31 persone. Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), prevede per 15 indagati la custodia cautelare in carcere, per 7 gli arresti domiciliari e per 9 l’obbligo di dimora. Gli individui coinvolti sono accusati di vari reati, tra cui associazione mafiosa, estorsione, usura, traffico di stupefacenti e reati legati alle armi e agli esplosivi.

Le indagini, avviate nell’ottobre del 2020 a seguito di un episodio estorsivo nei confronti di un imprenditore di Cutro, hanno progressivamente rivelato le dinamiche interne alla ‘ndrangheta nella zona di Cutro, con particolare riferimento alla famiglia Martino, legata al boss Nicolino Grande Aracri. Questa famiglia, attiva dopo l’arresto del boss, si contrappone alla cosca Ciampà-Dragone, tentando di affermarsi come un gruppo autonomo all’interno della ‘ndrangheta.

L’inchiesta si inserisce nel solco delle precedenti operazioni antimafia “Kyterion” e “Aemilia”, trovando conferme anche nelle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Gli investigatori hanno documentato l’esistenza di una rete di traffico di droga che operava principalmente lungo la direttrice Cutro-Cosenza-Catanzaro, con particolare attenzione al capoluogo calabrese. I proventi delle attività criminali servivano a sostenere economicamente gli affiliati e le famiglie dei detenuti.

L’indagine ha messo in luce il controllo capillare del territorio attraverso intimidazioni, estorsioni ai danni di imprenditori e attività usuraie. Sono stati inoltre scoperti due sequestri di armi avvenuti nel 2021 e nel 2022, confermando la disponibilità di armamenti da parte degli indagati. Anche le intercettazioni telefoniche e ambientali, unitamente alle operazioni di pedinamento e osservazione, hanno giocato un ruolo cruciale nella raccolta di prove.

Durante l’esecuzione delle misure cautelari, sono state condotte perquisizioni personali e domiciliari nei confronti degli indagati, aggiungendo ulteriori elementi all’inchiesta in corso.

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Reggio Calabria | Sgominata organizzazione dedita al furto di macchine operatrici e attrezzature da cantiere

Un’importante operazione condotta dalla Polizia Stradale di Reggio Calabria ha portato all’esecuzione di nove misure cautelari nei confronti di un gruppo accusato di associazione per delinquere finalizzata al furto di macchine operatrici e veicoli commerciali. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica locale, hanno rivelato un’ampia rete di furti e rivendita di attrezzature rubate in vari paesi dell’Est Europa e del Nord Africa.

Le indagini sono partite da un furto avvenuto nel novembre 2018, quando una macchina operatrice è stata sottratta da un cantiere per i lavori di ristrutturazione dell’Autostrada A2. Successivamente, il veicolo è stato ritrovato a Reggio Calabria all’interno di un autocarro rubato. Nel corso degli anni, altri furti simili hanno coinvolto diverse attrezzature, inclusi mezzi di proprietà comunale, evidenziando un modus operandi sistematico.

Grazie a tecniche investigative avanzate, gli agenti hanno identificato un gruppo criminoso responsabile di circa 80 furti, che ha operato non solo in Calabria, ma anche in Toscana ed Emilia Romagna, accumulando un valore complessivo dei beni rubati di oltre 1,7 milioni di euro.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta di misure cautelari, ordinando la custodia domiciliare per i nove indagati, mentre altre 40 persone sono state segnalate come coinvolte nell’attività criminale. L’operazione ha visto il coinvolgimento di circa 50 agenti della Polizia Stradale e delle Squadre di Polizia Giudiziaria di diverse province, dimostrando l’impegno delle forze dell’ordine nella lotta contro il crimine organizzato.

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