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Bach “Spero siano ricordati come Giochi di una nuova era”

“Vorrei che i Giochi Olimpici di Parigi 2024 fossero ricordati come quelli di una nuova era, perchè hanno realizzato esattamente ciò che abbiamo immaginato e stiamo immaginando al Cio”. E’ l’auspicio di Thomas Bach, intervenuto ai microfoni di Eurosport. “Queste Olimpiadi sono state quelle più vicine alle persone, più inclusive in tutti i sensi: lo sport è andato verso le persone e ha coinvolto la città intera, non ci siamo limitati a star seduti in uno stadio aspettando che la gente arrivasse da noi – sottolinea – Sono state più sostenibili perchè hanno consentito di ridurre l’impronta di carbonio del 50%. Questi sono anche i primi Giochi con piena parità di genere ed è così che li immaginiamo. A questo aggiungiamo la ciliegina sulla torta: l’entusiasmo delle Olimpiadi”. Per Bach “ci sono molte ragioni per cui queste Olimpiadi possano essere considerate un grande successo. Innanzitutto, penso che riflettano i sentimenti delle persone di tutto il mondo che hanno bisogno di qualcosa che li unisca. Credo che le persone siano stanche delle cattive notizie, delle guerre, degli omicidi, delle sanzioni, delle conflittualità, delle fake news, del non sapere cosa sia vero e cosa non lo sia. Poi guardano l’Olimpiade, una competizione pacifica, dove abbiamo atleti di paesi che sono in guerra tra loro, ma che competono pacificamente insieme”.
Il presidente del Cio ricorda che “il risultato sul campo di gara è autentico. Non è una fake news. E le persone apprezzano questa celebrazione dell’umanità, questa celebrazione della coesione. I nostri amici francesi hanno fatto un lavoro fantastico, dando vita alle riforme della nostra agenda olimpica in modo unico”. Poi uno sguardo al futuro, al 2028. “A Los Angeles sarà molto diverso, ma sarà comunque una grande edizione dei Giochi. Ogni Olimpiade deve essere autentica. Se un’edizione cercasse di copiare un’altra, non funzionerebbe. Se Los Angeles cercasse di copiare la Torre Eiffel, non avrebbe alcun senso. Presenteranno i Giochi Olimpici secondo la loro cultura sportiva, quella degli Stati Uniti, in un modo molto diverso. Ma sono sicuro che sarà un grande successo”.
– foto Ipa Agency –

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Friedkin comprano l’Everton “Ma la Roma resta centrale per noi”

I Friedkin preparano lo sbarco in Premier ma non si dimenticano della Roma. Dopo una settimana tribolata in casa giallorossa, con l’esonero di Daniele De Rossi e l’arrivo in panchina di Juric, le dimissioni della Ceo Lina Souloukou e il primo successo in campionato arrivato però fra fischi e contestazioni, la proprietà americana torna a fare sentire la sua voce. E lo fa nel giorno in cui viene ufficializzato l’accordo per rilevare il 94% delle quote dell’Everton, accordo che dovrà però prima ottenere il via libera di Premier, Federazione e Financial Conduct Authority. “Il calcio è apprezzato a livello globale per la sua bellezza unica.

Ogni partita è piena di passione, emozioni e imprevedibilità, ed è per questo che lo amiamo – dichiarano in una nota pubblicata sul sito della Roma da Dan e Ryan Friedkin – Ma oltre ai risultati sul campo, la nostra responsabilità come proprietari del club è prendere decisioni importanti che riteniamo essere nel migliore interesse della Roma, anche quando sono estremamente difficili. La campagna acquisti estiva ha segnato l’inizio di un progetto strategico pluriennale pensato per riportare la Roma ai vertici del calcio europeo. Lo sviluppo di un nuovo stadio, elemento chiave di questa visione, è già in atto e renderà omaggio alla ricca storia del club”. Arriva quindi il passaggio su De Rossi.

“Ci teniamo a dire questo: nutriamo un profondo rispetto per Daniele, convinti che avrà una carriera di successo come tecnico, e magari un giorno tornerà alla Roma. Separarsi da lui è stata una decisione difficilissima, ma l’abbiamo presa con la convinzione che sia la strada giusta per puntare ai trofei in questa stagione”. E per quanto riguarda l’operazione Everton, il gruppo statunitense rassicura il pubblico giallorosso sottolineando che “non modifica in alcun modo il nostro impegno verso la Roma. Al contrario, la sinergia tra i club potrà portare solo vantaggi alla Roma. Ogni club del nostro portafoglio opera indipendentemente, e la Roma rimane al centro delle nostre ambizioni calcistiche.

Potete stare tranquilli, il nostro impegno in termini di tempo, risorse ed energie verso la Roma non sarà ridotto. Il nostro obiettivo è chiaro: vedere la Roma competere costantemente ai più alti livelli del calcio europeo. A voi, tifosi straordinari: riconosciamo la grande responsabilità che ci è affidata nel guidare questo storico club. La vostra fedeltà costante è la nostra forza mentre continuiamo a lavorare per il futuro. Apprezziamo le vostre opinioni e vogliamo assicurarvi che le ascoltiamo. Siete l’anima della società, e il nostro obiettivo è quello di rendervi orgogliosi”, concludono Dan e Ryan Friedkin.
– foto Ipa Agency –

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Pokerissimo Olimpia, Virtus ko e Milano vince 5^ Supercoppa

L’EA7 si aggiudica la quinta Supercoppa Italiana della sua storia. Lo fa al termine di un supplementare da infarto contro una Virtus che ha provato fino alla fine a sovvertire i pronostici. Un Nebo immenso (20 punti), decisivo nel supplementare con Bolmaro (18) con la Segafredo che abdica dopo tre anni nonostante Polonara (18) e Shengelia (al solito tra i migliori). Vince l’Olimpia perchè ha piazzato un parziale da incubo (8-0) ribaltando l’inerzia del match che sembrava a favore di Bologna dopo il 93-93, vince Milano perchè nel roster di Messina ci sono campioni come Nenad Dimitrijevic in grado di fare la differenza in ogni momento del match. L’Olimpia chiude con sei giocatori in doppia cifra, Leday e Mirotic impeccabili dalla lunetta e 45 rimbalzi (9 Tonut e Nebo) a guarnire una torta gustosa. Bologna ha lottato, ha opposto Clyburn, il solito Shengelia, Morgan che ha dato una grande mano e Tucker. Ma non è bastato. La Virtus è partita bene (11-20) con i canestri di Zizic, la schiacciata di Polonara che fa chiamare tempo a Messina e la tripla di Clyburn.
Milano ha sofferto l’intraprendenza e la velocità bianconera fino al 24-39 del secondo quarto quando Polonara, di tripla, ha fatto sussultare l’Unipol Arena. Poi l’armata biancorossa ha cominciato, pian piano, a rientrare. Quando Nebo stoppa Shengelia si capisce che qualcosa cambierà a breve. Un semi gancio di Zizic per il 45-29 bolognese quindi l’Olimpia comincia a rosicchiare punti. Milano torna in un amen sotto la doppia cifra di svantaggio (36-45) quindi, dopo l’intervallo lungo, comincia la rimonta. Mirotic si sblocca e colpisce dall’arco (44-50) quindi appoggia per il -5 costringendo Banchi a fermare il tempo. Un tecnico a Belinelli quindi è Mirotic, dalla lunetta, a siglare il 53 pari. Si viaggia sul filo tra prodezze di Bolmaro e risposte di Polonara. Tucker fa esplodere l’Unipol Arena, Mirotic è esplosivo. Nell’ultimo quarto la tensione si taglia a fette. Mirotic, con una tripla, regala il +3 a Milano (82-79), Bologna reagisce, di Nebo il pareggio ad 84 a 5″ dalla fine. La tripla di Clyburn vale l’overtime dove gli emiliani schizzano subito sull’88-93 con Polonara. Ma Milano è Milano, parziale di 8-0 e Virtus con le spalle al muro. Di Clyburn la tripla del -2 ma non basta.
– Foto Ipa Agency –

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Gabbia in extremis e Inter ko, il Milan vince il derby

Il derby di Milano torna rossonero, con il Milan che batte per 2-1 l’Inter e interrompe la striscia di sei sconfitte consecutive in una stracittadina che, con questo atto, raggiunge anche il record di incassi nella storia della Serie A con un totale 7.626.430 euro. Gol in apertura di gara da parte di Pulisic, pareggiato poi dal sinistro di Dimarco, con il Milan che però alla distanza riesce a tenere testa alla squadra di Inzaghi, conquistando il nuovo vantaggio nel finale (minuto 89) grazie al colpo di testa di Gabbia.

Parte bene il Milan, che dopo dieci minuti sblocca il risultato grazie allo strappo di Pulisic, rapido a sfruttare la palla persa da Mkhitaryan e trasformarla nello slalom che si conclude con la rete dell’americano. Il vantaggio rossonero colpisce a freddo l’Inter, che però prova subito a rispondere con l’assist di Dumfries per la girata di Lautaro, di poco alta. Lo stesso argentino sarà però protagonista nel pareggio interista, al 28′, con la sterzata su Gabbia e l’assist per il mancino vincente di Dimarco, sul quale Maignan non può nulla. Pareggio e Inter che si farà rivedere al 42′, ancora con l’iniziativa di Lautaro che stavolta serve Thuram, rapido a girare con il destro che trova però la parata in tuffo di Maignan.

Intervallo che non porta variazioni nei due schieramenti, con il Milan che riparte bene e lancia subito un segnale a Sommer, reattivo sul colpo di testa pericoloso di Leao. Intensità e ritmo in campo, con il Milan che per un attimo guadagnerebbe un rigore per un presunto tocco di mano di Lautaro, subito corretta dal Var, mentre l’Inter risponde con la girata dello stesso 10 argentino parata ancora da Maignan. Si va però da una parte all’altra, stavolta con il Milan nuovamente pericoloso dalle parti di Sommer sull’imbucata di Reijnders per la conclusione incrociata di Abraham che termina di poco alla sinistra del portiere svizzero. E’ però all’89’ che arriva la svolta della partita, sulla punizione di Reijnders che calibra bene il cross spedito in rete da Gabbia. Gol rossonero che dà il via al forcing finale dell’Inter concluso però senza particolari acuti nerazzurri e con i sei minuti di recupero concessi da Mariani che (dopo il clamoroso 1-3 fallito da Okafor) mandano ai titoli di coda la sfida di San Siro. Gode il Diavolo e anche il Toro, in beata solitudine in testa alla classifica.
– Foto Image –

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